Sei incinta? Attenzione all'aspartame

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Bimboflap Blog - Gravidanza
Scritto da Vera Moretti  -  Giovedì 24 Novembre 2011 10:43

aspartameI parti prematuri sembrano essere in aumento e, se da una parte si dà la colpa all’età sempre più avanzata delle mamme, dal’altra sembra che i motivi siano da ricercare nell’alimentazione.


Un gruppo di scienziati, ginecologi e pediatri francesi, a tale proposito hanno inviato al Ministro della Salute una lettera in cui si chiede di allertare le donne incinte circa i rischi che si corrono assumendo aspartame durante la gravidanza.
Anche nei casi in cui non si faccia uso di dolcificanti al posto dello zucchero, che contengono questa sostanza, può capitare di assumerlo inconsapevolmente, ad esempio ingerendo bevande “light”.
L’allarme arriva ancora più da lontano, e precisamente dalla Danimarca, dove uno studio avrebbe accertato che la donna incinta che beve una lattina di una bevanda“light” al giorno in media, aumenta il rischio di nascita prematura del 27%. Ed ancor peggio, quattro lattine aumenterebbero il rischio del 78%. E a questi risultati si collegherebbe il numero di bambini prematuri in continuo aumento.


Ciò che il dottor Pierre Marès ha chiesto al primo ministro è di prendere posizione circa questi risultati e preparare un messaggio di prevenzione diretto alle donne incinte riguardo ai rischi che corrono assumendo aspartame.
Le nascite premature, infatti, dovrebbero essere contrastate in maniera capillare, perché è stato dimostrato che i bimbi nati prima del termine riscontrano problemi di salute anche gravi, oltre al doppio rischio di ritardo nello sviluppo e di patologie come l’autismo. Anche le malattie respiratorie sono sempre in agguato, poiché i prematuri hanno una maggiore vulnerabilità ai germi infettivi che colpiscono bronchi e polmoni.


E, nonostante lo scorso febbraio gli esperti dell’autorità di sicurezza alimentare europea avessero escluso qualsiasi rischio conseguente all’assunzione di aspartame, la lettera redatta dai medici francesi sosteneva che: “i dati scientifici sono sufficienti ad agire, cioè, per diffondere consigli di prudenza tra le donne incinte”.


E in Italia, come ci si comporta al riguardo? Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” ritiene comunque utile riportare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle donne “in attesa” questa notizia, perché la limitazione nell’assunzione di bevande a base di dolcificanti durante la gravidanza  costituisce un piccolo sacrificio che si può tranquillamente chiedere alla propria alimentazione quotidiana, onde evitare anche il sospetto di conseguenze ben più pericolose per le madri e per i nascituri.




 

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