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Uno dei disturbi della gravidanza che spesso si ignora è un fastidioso prurito che, generalmente, interessa l’ultimo trimestre di gravidanza. La zona interessata è quella del pancione, ma a volte si estende anche al seno e alla parte alta delle cosce.
Non è certo un disturbo grave, ma se la pelle prude tanto, a lungo andare può innervosire la futura mamma. Perché ciò accade?
In primo luogo, ciò si spiega con la tensione alla quale è sottoposta la cute, soprattutto, quando la pancia è ormai grande. La pelle “tira” e si avverte prurito. Ma non è tutto qui. A volte, il problema è da ricercarsi nel metabolismo.
La mancata o scarsa eliminazione dei sali biliari, ad esempio, può essere un motivo dell’insorgere di questo fastidio. A causa dell’accrescimento del feto nell’utero, che preme sugli organi interni, la cistifellea non riesce a riversare completamente bile e sali biliari prodotti dal fegato, nell’intestino. Una parte di queste sostanze di scarto entra in circolo nel sangue della donna incinta, provocando, appunto, il prurito come reazione.
Ma non è tutto. Nel terzo trimestre di gravidanza il corpo femminile può diventare intollerante al progesterone, un ormone i cui livelli aumentano notevolmente durante la dolce attesa, e anche questo ha come effetto immediato una maggiore sensibilità cutanea che si tramuta in prurito.
Come fare, dunque, per arginare il disturbo? Prima di tutto, parlarne al ginecologo, che sicuramente saprà venire in aiuto della futura mamma. Comunque, alcuni rimedi per lenire il fastidio possono derivare dal talco mentolato o da lozioni rinfrescanti come l’acqua di rose.
Inoltre, per mantenere la pelle morbida ed elastica, nonostante lo stiramento al quale è sottoposta, può risultare efficace applicare olio di mandorle, o di jojoba, o di rosa mosqueta. Se, però, il disturbo è provocato da grandi concentrazioni di sali biliari nel sangue, allora potreste farvi prescrivere farmaci che ne stimolino l’eliminazione e antistaminici che riducano il prurito.
Anche l’alimentazione può aiutare: eliminare, ad esempio, sostanze troppo condite, piccanti o speziate potrebbe rivelarsi liberatorio, ma anche bere molta acqua, che aiuta a idratare, è indispensabile.
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