Nuova ricerca sulla sindrome ADHD

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Bimboflap Blog - Salute
Scritto da Vera Moretti  -  Venerdì 18 Febbraio 2011 01:00

bimbo iperattivoSi sente spesso parlare di bambini affetti dalla sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività, la ADHD secondo la sigla anglosassone, e si sa che, spesso, coloro che ne sono affetti vengono curati con terapie psicologiche e farmacologiche.

L’uso dei farmaci per questo tipo di disturbo si trova, però, al centro di molte critiche e, proprio per questo, un gruppo di ricercatori olandesi ha avviato uno studio con cinquanta bambini dai 4 agli 8 anni affetti dalla sindrome.

Niente farmaci, ma una dieta, ferrea e molto ristretta, per cercare di capire se tale disturbo potrebbe essere causato da intolleranze o addirittura allergie alimentari.
Per cinque settimane, i bambini hanno perciò potuto mangiare solo alcune sostanze, quali carne, riso e alcuni tipi di verdura e frutta. Una restrizione che verrebbe da definire “esagerata”, ma che ha dato buoni frutti.
Alla fine della “dieta di prova”, infatti, i sintomi della malattia (tra i quali scarsa capacità di concentrazione, aggressività, problemi relazionali, iperattività motoria, difficoltà a svolgere i compiti) si erano attenuati.

Questi risultati, pubblicati sulla rivista scientifica “Lancet” , sono stati messi a punto con la reintegrazione, graduale, dei cibi negati nelle cinque settimane di dieta, al fine di scoprire l’alimento incriminato che potesse essere all’origine del problema.

Un approccio drastico per una sindrome che andrebbe trattata “con le pinze”, poiché spesso vengono coinvolte le sfere psicologiche ed emotive del bambino, ma che trova una sua spiegazione non solo con i risultati incoraggianti di questo esperimento, ma anche considerando il fatto che i normali test allergologici non sono mai altrettanto efficaci.

Gli esperti al centro di questa ricerca, comunque, hanno voluto ricordare che una dieta così dura va monitorata quotidianamente perché non deve assolutamente interferire con la crescita naturale del bambino e che, qualora i disturbi non accennassero a calare, andrebbe interrotta subito.


Ben vengano, comunque, questi tipi di studi, perché se un bambino può risolvere questo disturbo senza farmaci che spesso si rivelano aggressivi, è davvero un bel passo avanti.

Per ulteriori informazioni, potete collegarvi direttamente al link del Corriere della Sera : http://www.corriere.it/

 

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