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Che proteggere eccessivamente i bambini, e di conseguenza lavarli troppo spesso, fosse sbagliato, ce ne stavamo rendendo conto da soli, ma ora c’è uno studio di provenienza danese che conferma quella che finora era solo una supposizione.
Insomma, campane di vetro e stanze “sterilizzate” non aiutano la salute dei nostri bambini ma, al contrario, non permettono loro di sviluppare gli anticorpi necessari a fare da scudo contro malattie ed allergie. Ben vengano, dunque, i batteri, da considerare alla stregua di “amici” dei bambini, a discapito di case asettiche e assolutamente prive di qualsiasi contaminazione.
Cosa significa ciò? Semplicemente che non è necessario lavare ogni mezz’ora le mani del bimbo, e che lasciarlo giocare, anche per terra, fa bene non solo alla sua crescita, ma anche alla sua salute.
Lo studio in questione, condotto da ricercatori dell’Università di Copenaghen, ha dimostrato che determinati batteri (mica tutti, ovvio), se vengono a contatto con i bambini, evitano di sviluppare allergie da grandi. Così, gli studiosi del Dansk BorneAstma Center (COPSAC, Copenhagen Prospective Studies on Asthma in Childhood), ritengono di aver capito che proprio i batteri possono, per così dire, essere alleati dei bambini.
Il professor Hans Bisgaard ha spiegato: “Nel nostro studio su oltre 400 bambini abbiamo osservato un legame diretto tra il numero di batteri diversi nelle loro retti e il rischio di sviluppo di malattie allergiche in età più avanzata. Una riduzione della diversità del microbiota intestinale durante l’infanzia era associato a un aumentato rischio di malattie allergiche in età scolare“.
E la differenza la fa anche il parto, perché se avviene per vie naturali ha il merito di proteggere fin dalla nascita il neonato da eventuali allergie, e questo non avviene, almeno non nella stessa percentuale, in casi di parto cesareo.
In sostanza, maggiore è la quantità di un certo tipo di batteri con cui il bambino viene in contatto, minore è il rischio che sviluppi allergie in età adulta. E cerchiamo di trattenerci la prossima volta che nostro figlio vorrà giocare con fango e terra…
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