La rivincita delle mamme agnello

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Bimboflap Blog - Mamma
Scritto da Vera Moretti  -  Venerdì 20 Maggio 2011 14:07

mamma-agnelloVi ricordate della mamma-tigre? La sua teoria, in fatto di educazione dei figli, si basava su regole ferree, se non militaresche, e giornate pianificate in attività impegnative e non “fuorvianti”, come intrattenersi con gli amici, guardare la tv o giocare al computer.

Amy Chua, la paladina di questo inquietante modello di madre, era orgogliosamente soddisfatta di come le sue figlie, obbligate ad estenuanti sedute di pianoforte ed esercitazioni scolastiche, stessero crescendo.

Qualcuno, però, nel frattempo si è chiesto se davvero una vita di sacrifici, compiti, studio ed esercizi avrebbe portato ad un proliferare di tanti Einstein o Mozart. La risposta, ma la immaginiamo tutti, è no.

I motivi sono due: il talento, quando c’è, è innato, perciò, se si è dotati, esercizi o no, viene fuori. Al contrario, se non si è portati verso una particolare disciplina, difficilmente si arriverà ad eccellere. Si potranno colmare le lacune e raggiungere un sufficiente grado di preparazione, ma a parte ciò si otterrà poco altro, gastrite a parte.

Chi scrive, e sottoscrive, tutto ciò è il professore inglese Bryan Caplan, il quale, alla madre-tigre, antepone la mamma-agnello, quella tenera, permissiva ed amorevole che tutte noi, ammettiamolo, vorremmo essere.

Ma spesso, sia per convinzioni radicate in noi, sia influenzate da quello che sentiamo intorno a noi, finiamo per diventare delle negriere nostro malgrado.

E allora, via con la pizza consumata davanti alla tv e poi, se proprio i bambini non sono soddisfatti, sotto con una sfida al videogame preferito!
Sembra uno scherzo, ma non lo è. A patto che non si ripeta tutti i giorni, una pizza non fa male, e neppure “sforare” col tempo davanti alla tv.

Perciò, basta sbraitare se i nostri figli non ne vogliono sapere di abbandonare telecomando e consolle, pensiamo magari a divertirci con loro!

Il problema più grave, infatti, dell’eccessivo utilizzo di tubi catodici, deriva dalla tendenza di lasciarli soli davanti allo schermo, ma se noi, invece di approfittarne per fare mille altre faccende, ci sedessimo accanto a loro a commentare ciò che si sta guardando, anche la televisione potrebbe diventare costruttiva. Potrebbe servire ad affrontare argomenti che, altrimenti, non verrebbero discussi, o a creare quell’intimità e complicità che spesso ci sfuggono

E poi, chi lo dice che qualche vizio non faccia male? Non è da questo che i nostri figli ci giudicano, piuttosto dalla nostra scontrosità ed incapacità di stare al loro livello.

Facciamoci sotto, dunque, sicuramente saremo tutte capaci di trasformarci in mamme agnello!

 

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