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Chi non sa cos’è il rooming-in alzi la mano! Credo che tutte, mamme e future mamme, sappiano di cosa si sta parlando, poiché avere il proprio bimbo accanto al letto dopo averlo partorito (rooming-in, appunto) è una pratica utilizzata in moltissimi ospedali italiani.
Ma, se da una parte il significato è ben noto, dall’altro si discute sulla “bontà” di questa scelta. Nella maggior parte dei casi, non si tratta di una scelta della madre ma di una prassi seguita dall’ospedale ed imposta ala madre. Che, ovviamente, è entusiasta di avere con sé il suo piccolo e poterselo guardare, coccolare e abbracciare dopo averlo atteso per nove mesi.
Ma, benché tutto ciò sia vero, c’è anche un rovescio della medaglia che potrebbe presentare qualche brutta sorpresa.
Il rooming-in favorisce l’allattamento al seno, che deve essere stimolato da subito, sia per far sì che il latte arrivi subito, sia perché, si sa, per i primi tempi le poppate sono a richiesta. E quindi, ben venga avere la possibilità di avere il proprio neonato con sé. E non solo per questo. Poter stare con lui sempre è determinante per stabilire dall’inizio un rapporto stretto con il bebè, quasi di proseguimento con i nove mesi di gravidanza.
Ma, per varie ragioni, una mamma potrebbe anche avere bisogno di un po’ di tempo solo per sé. Nei casi in cui è stata sottoposta al cesareo, ad esempio, e nei primi giorni non si è ancora ristabilita, o se ha subìto l’episiotomia e i movimenti bruschi si fanno sentire nella zona della ferita. Può anche succedere che la mamma, alla sua prima esperienza, non si senta tranquilla, non sappia ancora come badare al suo piccolo e voglia impararlo a piccoli passi, approfittando proprio dei brevi giorni che la separano dal ritorno a casa. Oppure, la mamma ha altri bimbi a casa che l’aspettano e vorrebbe approfittare della degenza per riposarsi, in attesa di ributtarsi “nella mischia”.
Qualunque sia il motivo, la neo mamma ha il diritto di portare e lasciare suo figlio al nido dell'ospedale, per riposare qualche ora, per avere la possibilità di riflettere sui cambiamenti che la stanno travolgendo, insomma, senza tante spiegazioni e senza sentirsi un’ingrata. Purtroppo, infatti, quando una madre porta il neonato al nido, si sente quasi in colpa, perché ostetriche ed infermiere le fanno presente che, invece, dovrebbe tenere il bimbo con sé.
Mamme, non fatevi troppo problemi, se avete bisogno di una pausa, fatela. Non avete certo bisogno di dare troppe spiegazioni. Sarete delle mamme bravissime, con o senza rooming-in.
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