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Si tratta di un’iniziativa finita da un pezzo, ma è bella da raccontare e, magari, da ripetere in tante parti d’Italia.
Per venti giorni a Roma, dal 15 maggio all’8 giugno, è stato aperto un negozio di 300 mq dedicato ad indumenti ed accessori per i più piccoli, e rivolto alle purtroppo tante famiglie in difficoltà della regione Lazio (ma ci sono forse regioni non in difficoltà, in questo periodo?).
Il Free Temporary Shop, dunque, permetteva di acquistare, gratuitamente, i capi necessari tra vestiti, scarpe, pantaloni, costumi e tutto il necessario per l'estate. Ma perché non donare, semplicemente, invece che allestire un negozio? La risposta è semplice e disarmante: anche il disagio più profondo ha la sua dignità, come è giusto che sia, e dunque, anche per chi viaggia in cattive acque c’è la possibilità di scegliere, come in un qualsiasi negozio di abbigliamento. Scegliere e non ricevere passivamente. Questo è il concetto.
Il tutto è nato dall’idea di una bambina, portata dalla mamma in difficoltà in una delle sedi dell'associazione Salvamamme, a capo del progetto, che si è entusiasmata all'idea di poter scegliere i vestiti che più le piacevano senza pensieri. Per arrivare ad allestire un negozio vero e proprio ci sono volute le forze di 100 volontari, 300 enti coinvolti, migliaia di famiglie che hanno donato lavato e stirato i corredini dei loro bambini, per un totale di 35 mila indumenti raccolti. Nelle prime due settimane sono state aiutate oltre 300 famiglie e circa 566 bambini. Di queste la maggior parte peruviane (44), dell'Ecuador (41) ma anche italiane (39) e romene (32). Servizi sociali territoriali ed ospedalieri, insieme ad associazioni di volontariato, parrocchie ed enti hanno individuato le famiglie da aiutare ed hanno inviato un fax protocollato all'associazione Salvamamme. Dopo di che, su appuntamento, le mamme hanno potuto visitare il negozio in libertà, sorseggiando una tazza di the nel giardino circostante e confrontandosi con le altre mamme.
Non tutte le famiglie però hanno potuto recarsi direttamente e vivere l'esperienza del Free Temporary Shop e non per questo non hanno ricevuto aiuto. Volontari di enti e associazioni hanno portato 6.390 capi in insediamenti (in prevalenza romeni e bosniaci), in zone svantaggiate della Romania e alle famiglie che non se la sentivano di spostarsi. Cento capi poi sono stati donati ai terremotati dell'Emilia.
Grazia Passeri, presidente di Salvamamme, ha dichiarato: “La cosa più bella, oltre il risultato pratico di aver aiutato circa mille famiglie, è stato vedere come il nostro negozio solidale sia stato vissuto come un momento di serenità e benessere. Famiglie di dieci nazionalità diverse hanno passato l'intero pomeriggio, bevendo il the in giardino e confrontandosi tra di loro. Non basta più preparare desiderabili pacchi dono preconfezionati. Il rispetto della dignità esige che si possa scegliere, tenere in considerazione i gusti, pagando con buoni assegnati dall’associazione e dalla Regione in base al numero dei figli“.
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