La marsupio-terapia delle mamme canguro

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Bimboflap Blog - Mamma
Scritto da Vera Moretti  -  Venerdì 31 Dicembre 2010 16:43

marsupioterapiaParliamo ancora dei bimbi nati prematuri, questa volta però, invece di affrontare l’argomento in termini medici o burocratici, approfondiamo il problema del calore materno, che, una volta usciti dalla pancia, questi piccoli cercano ma non trovano più.
Sarebbe meglio, però, parlare al passato, visto che ormai in molti ospedali italiani si segue la “marsupio-terapia”.

Si tratta di un esperimento che, proprio come le mamme canguro, prevede di tenere il neonato appoggiato al petto, con la sua pelle a diretto contatto con quella della mamma.

Le prime testimonianze di questa terapia arrivano da Bogotà, in Bolivia, dove, già nel 1978, si ricorreva a questo espediente per supplire alla mancanza di incubatrici.
Nata per una carenza di macchinari ospedalieri, ora questa pratica è frequente nei reparti di terapia intensiva neonatale, e, a quanto pare, i risultati sono positivi e inspiegabili.

Le componenti che entrano in gioco, infatti, sono di carattere emozionale ed affettivo, non prettamente medico, ma efficaci sia per il bimbo sia per la mamma.

E’ provato dai dati registrati che molti bambini, in braccio alla mamma, riuscivano a respirare da soli mentre in incubatrice necessitavano della cannula. Inoltre, un bimbo posato sul petto della mamma riesce a regolare il battito del proprio cuore e la temperatura corporea raggiungendo livelli ottimali, per non parlare della tranquillità che il respiro e il calore materno sono in grado di infondere in un neonato.

Solo così, con questo particolare abbraccio, si può ricreare l’ambiente uterino sicuro e protettivo dal quale sono stati strappati troppo in fretta e solo così la crescita e la stabilizzazione delle loro condizioni migliorano progressivamente.

Va da sé che le cure mediche, nonché le terapie farmacologiche, rimangono necessarie per permettere ai prematuri una sopravvivenza, ma la “marsupio-terapia” ha aggiunto qualcosa che nessun dottore può dare : il rafforzamento del rapporto madre-figlio, l’allattamento materno e una serenità che porta i bimbi più reattivi verso le cure.

Non esistono, inoltre, limitazioni a questa terapia, dal momento che ne possono beneficiare anche i neonati al di sotto del chilo di peso, sempreché le condizioni siano stabili e non eccessivamente critiche. Anche in braccio alla mamma (o al papà), possono continuare a stare attaccati ai tubicini che li alimentano, previa spiegazione del personale medico.

Via libera, perciò, alle mamme canguro, che possono finalmente stringere al petto i loro cuccioli e non limitarsi a guardarli attraverso l’asettico vetro delle incubatrici.

 

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