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Una sentenza del Tribunale civile di Genova di qualche tempo fa ha portato un’ulteriore svolta per quanto riguarda i diritti che i papà hanno di esercitare il loro ruolo di genitori.
Che non fossero più, i padri, come quelli di generazioni fa, ovvero sempre fuori casa e capaci di elargire coccole e abbracci in poche e rare occasioni, lo sapevamo, ma che avessero anche il diritto alle ore di allattamento, nonostante la madre fosse a casa dal lavoro, beh, questo forse non ce l’aspettavamo.
La storia è questa: un papà, dipendente presso la sede genovese del ministro della Difesa, si era visto negare i permessi giornalieri per assistere il figlio neonato affetto da una patologia che richiedeva un'assistenza particolare. Perché questo? Essendo la madre del bimbo disoccupata, sembrava che fosse ovvio che fosse lei a rimanere a casa con lui, mentre il papà si recava al lavoro.
E invece, i sindacati hanno utilizzato proprio la condizione della madre per ribaltare la sentenza. Come fa, infatti, una donna, a trovare lavoro se deve occuparsi tutto il giorno del proprio figlio, considerando che due stipendi, con un nuovo nato a carico, sono assolutamente necessari?
Ed è stata questa la “chiave” giusta per arrivare ad avere ragione del tribunale. Inutile aggiungere che questo diritto, ovvero la possibilità di usufruire delle due ore di allattamento fino all’anno del bambino, è insindacabile in molti paesi europei, e a nessuno verrebbe in mente di contestarla. Ma, si sa, siamo in Italia e allora dobbiamo gioire quando si riesce a far valere i propri diritti.
Concentriamoci sulla buona notizia, sperando che questa vicenda possa fare da “apripista” a tante situazioni analoghe.
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