Lettera aperta ai papà!

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Bimboflap Blog - Papà
Scritto da Vera Moretti  -  Martedì 16 Novembre 2010 14:45

 Cari papà,
vi scrivo dopo avervi osservato ai giardinetti, mentre spingevate sull’altalena i vostri figli, all’asilo, quando li accompagnavate al mattino e loro non volevano staccarsi da voi, riempiendovi la giacca di lacrime, a casa, durante una lotta sul lettone finita con qualche gomitata nell’occhio. Sono tutti momenti che vi ritraggono a svolgere il vostro ruolo principale, il vostro lavoro più importante, quello di papà.
Vi stupite che io scriva così? Eppure, per noi essere mamme rappresenta l’occupazione principale, anche quando siamo in ufficio o a fare la spesa o ammalate. Perché non dovrebbe essere così anche per voi?

Io credo che la vostra sia una generazione di papà felici e orgogliosi di essere padri, disponibili ad occuparvi dei vostri figli e pazienti quando si tratta di giocare con loro. Non tutti noi, genitori ormai adulti, abbiamo avuto la fortuna di avere papà che ci dedicavano tanto tempo, perciò voi siete sicuramente più bravi. Mi sa, però, che vi siete anche convinti di esserlo, vero? In fondo, in passato ai padri si chiedeva solo di mantenere la famiglia col vostro lavoro, se poi a casa non aiutavano granché, nessuno li sgridava. Ora voi fate molto di più, perciò vi sembra di non poter migliorare. Datemi retta, invece, si può!

Non dovete più confrontarvi con le generazioni precedenti, siamo nel futuro ormai,  perciò noi mamme vogliamo che vi rimbocchiate le maniche ancora di più. Vi faccio un esempio : noi usciamo, quasi mai per piacere ma per dovere, e vi chiediamo, come unico favore, di stare con i bambini. Ok, lo fate egregiamente, i bimbi si divertono, inventate insieme un sacco di giochi e poi noi torniamo e…vorremmo uscire subito di nuovo! Si vede che avete fatto il vostro dovere, ma perché, una volta rientrate a casa, dobbiamo fare lo slalom tra mille pezzettini di lego sparsi dovunque, palle lasciate nel mezzo del corridoio e macchinine, bambole e chissà cos’altro? E perché, entrando in bagno, dobbiamo per forza accorgerci che avete lavato il sederino di uno dei bimbi, i denti all’altro e fatto la doccia voi? Insomma, avete capito a cosa mi riferisco, vero? Vi rendete conto che se foste voi, al vostro rientro, a trovare quel caos, non riuscireste a godervi il ritorno a casa come invece vi accade? Ecco, vorremmo anche noi mamme provare questa sensazione. E, magari, quella volta che facciamo più tardi del solito perché c’era traffico, perché c’era coda alla cassa del supermercato o perché abbiamo sbrigato qualche commissione in più, ci piacerebbe vedere che, nell’attesa, avete apparecchiato e messo a bollire l’acqua per la pasta. Non vi chiediamo di trasformarvi in massaie, né di stirare e cucinare chissà quali manicaretti, ma solo di portare a termine ciò che cominciate e che prendiate iniziative senza il nostro suggerimento.

Nessuno si aspetterebbe questo da voi? Noi sì, lo esigiamo in segno di rispetto per noi e di comprensione per tutto ciò che facciamo ogni giorno, senza lamentarci (quasi) mai. E allora, via! A sistemare tutti i giochi nei quali siamo inciampate, a chiudere il tappo del dentifricio e ad asciugare la parete della doccia e poi, non vi preoccupate, avrete una ricompensa!

 

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