Durante la gravidanza è normale che l'emotività sia tumultuosa
e che, anche nelle donne più forti e in quelle che hanno già
figli, si manifestino ansie e paure connesse alla gravidanza (paura del
dolore del parto, paura che il bimbo non stia bene, ) o irrazionali.
Sono del tutto normali, fanno parte dei vari disturbi della gravidanza,
proprio come le nausee. Quindi non bisogna assolutamente colpevolizzarsi:
è meglio parlarne con che ci sta accanto, per sdrammatizzare e
non ingigantirle.
I cromosomi sono dele strutture presenti in ogni cellula che conservano
l'informazione sui caratteri ereditari e su tutte le caratteristiche genetiche
di un individuo; sono i cromosomi che determinano infatti il gruppo sanguigno,
il colore degli occhi, ... del bambino.
In ogni cellula del nostro organismo ci sono 46 cromosomi, divisi in
23 coppie, che a loro volta sono costituite da un cromosoma materno e
uno paterno.
Fanno eccezione le cellule sessuali, che hanno solo 23 cromosomi. Al momento
del concepimento, dalla fuione di una cellula sessuale feminile con una
maschile, nasce una cellula completa di 46 cromosomi.
In alcuni casi però possono verificarsi delle anomalie, cioè
al posto di una coppia di cromosomi ce ne possono essere tre oppre uno
solo.
E' il caso della sindrome di Down, che riguarda la coppia di cromosomi
numero 21, che si presente con un cromosoma in più (trisomia).
E' la capacita' di mettere a fuoco gli oggetti a distanze diverse, ossia
la capacita' di vedere nitidamente sia vicino, sia lontano e si sviluppa
gradualmente nei mesi successivi alla nascita.
Questo test consiste nel prelievo di una piccola quantità di liquido
amniotico, il liquido in cui è immerso il feto.
Nel liquido amniotico sono presenti le cellule di sfaldamento, ossia le
cellule che spontaneamente si staccano dal corpo del bambino (dalla pelle,
dalle mucose). Il prelievo viene effettuato inserendo un sottilissimo
ago nell'utero, attraverso la pancia della gestante.
Questo esame comporta un rischio di aborto spontano dell' 0,5-1%.
Anche questo esame permette di scoprire eventuali anaomalie cromosomiche.
E' una malformazione dell'esofago, per cui esso si forma diviso in due monconi,
uno attaccato alla bocca e uno allo stomaco, che però non sono comunicanti.
Grazie ai controlli che vengono effettuati sui neonati immediatamente dopo
la nascita, è possibile diagnosticare la malformazione e intervenire
tempestivamente con un intervento che attacca i due monconi.
Questo disturbo può manifestarsi come un leggero fastidio o come
un vero e proprio dolore acuto all'altezza dello sterno. è dovuto
ai succhi gastrici che risalgono sù dallo stomaco all'esofago. In
genere si manifesta dal sesto mese di gravidanza, dal momento che l'utero
ingrossato spinge sul diaframma e comprime lo stomaco
Tutto ciò che occorre per l'allattamento artificiale deve essere
accuratamente lavato e sterilizzato, perché il neonato non è
in grado di difendersi completamente dai germi, inoltre il latte è
un alimento in cui i germi si sviluppano facilmente. Questo è anche
il motivo per cui non bisogna riutilizzare il latte avanzato in una poppata,
ma va buttato via. Come lavare il biberon 1. sciacquare con acqua corrente
2. lavare con acqua calda e detersivo per i piatti, aiutandovi con l'apposito
scovolino (ne esistono per biberon e tettarelle) 3. risciacquare accuratamente
con acqua corrente, avendo cura di non lasciare residui di detersivo; si
può anche lavare il biberon in lavastoviglie, ma le tettarelle è
sempre meglio lavarle a mano, per garantirne una igiene più sicura.
Come sterilizzare il biberon
Sterilizzazione a caldo: si basa sulla distruzione dei germi tramite
l'alta temperatura, in tre modi
con l'ebollizione: facendo bollire per 20 minuti biberon e tettarelle
completamente immersi in una pentola piena di acqua
con il vapore: utilizzando un apposito sterilizzatore elettrico che
produce vapore, bastano pochi minuti
con il microonde: utilizzando un apposito contenitore da inserire
nel microonde.
Sterilizzazione a freddo:si basa sulla azione disinfettante di alcune
sostanze chimiche (es. il Milton), che si trovano sotto forma di pastiglie
o liquida. Si immergono tettarelle e biberon in una vaschetta contenente
la soluzione disinfettante, ottenuta aggiungendo all'acqua una dose di
disinfettante. La durata della sterilizzazione varia a seconda del prodotto,
è necessario quindi attenersi scrupolosamente alle indicazioni
riportate sulla confezione. La soluzione si mantiene attiva per 24 ore,
quindi va rinnovata una volta al giorno.
Dopo aver sterilizzato gli oggetti, si devono estrarre con mani pulite
o con le apposite pinze e si devono lasciar asciugare, senza risciacquarli.
Il primo bagnetto si può fare quando la cicatrice del cordone
ombelicale si è completamente asciugata, più o meno a due
settimane di vita. E' utile ricordarsi di avere tutto l'occorrente a portata
di mano:
una vaschetta piena di acqua a 37°C
sapone indicato per il neonato
una spugna morbida, meglio se naturale
un asciugamano o l'accappatoio del bambino
pomate e olii
il cambio completo degli indumenti.
La temperatura del locale in cui fate il bagnetto deve essere di circa
22°C.
Come fare:
preparare l'acqua nella vaschetta
svestire il bimbo e pulire il culetto con una salviettina
immergere il bimbo nell'acqua tenendo una mano sotto la testa e l'altra
sotto il sedere (è meglio sorreggere la testa con la mano sinistra,
in modo da avere poi la destra libera per lavarlo; per le mamme mancine
vale il contrario)
continuando a sorreggere la testa, usare l'altra mano per lavarlo
toglierlo dall'acqua con entrambe le mani
asciugarlo accuratamente anche tra le pieghe della pelle.
Questa metodica diagnostica viene in genere utilizzata dalla 36a settimana
di gestazione fino al momento del parto (in genere le strutture pubbliche
tendono ad eseguire questo esame solo dalla 40a settimana, salvo gravidanze
a rischio o emergenze), anche se alcune apparecchiature consentono una valutazione
anche in epoche gestazionali piu' precoci.
Lo strumento (cardiotocografo) si compone di due sonde esterne che attraverso
l'addome materno possono registrare l'attivita' cardiaca fetale (cardiografia)
e la presenza di contrazioni uterine (tocografia) fornendo dati importanti
sullo stato di ossigenazione fetale; infatti nel momento in cui l'ossigenazione
fetale dovesse essere bassa, il feto come reazione cercherebbe di adattarsi
alla condizione di deficit consumando meno ossigeno possibile, modificando
in questo modo la propria frequenza cardiaca e riducendo il numero di movimenti
attivi; è lo stesso meccanismo attraverso il quale l'adulto, dopo
una corsa, aumenta la sua frequenza cardiaca per ossigenarsi di piu' e rilascia
i suoi muscoli per recuperare energie. Questi fenomeni sono valutabili attraverso
il tracciato cardiotocografico.
La cistite è un'infezione della vescica, che si manifesta con dolore
al basso ventre, desiderio frequente di urinare e bruciore mentre si fa
la pipì. Questo disturbo è favorito da due fattori: i cambiamenti
ormonali che abbassano le difese dalle infezioni nelle vie urinarie e i
cambiamenti fisici, generalmente tra il quinto e il sesto mese, dal momento
che l'utero ingrossato preme sulla vescica.
I crampi sono un disturbo che coglie improvvisamente con dolori forti a
gambe e piedi, specialmente durante la notte. E' un disturbo comune, causato
da un'assunzione non equilibrata di vitamina B6 e di alcuni minerali (magnesio,
potassio, fosforo, calcio).
Il 10% dei neonati soffre di coliche, che vengono chiamate "coliche
fisiologiche del terzo mese" perché scompaiono nel corso del
terzo mese.
Quando è in preda alle coliche il bambino non riesce a dormire, piange
di dolore per tempi anche lunghi (una o due ore), tanto che diventa anche
paonazzo e tutto sudato. Durante il pianto irrigidisce i muscoli del pancino
e scalcia. Le crisi iniziano generalmente alla sera e in alcuni casi si
ripetono tutti i giorni.
Non se ne conoscono le cause, tuttavia si sono fatte diverse ipotesi:
le coliche possono essere dovute all'immaturità, al momento
della nascita, del sistema neurovegetativo, che si risolve spontaneamente
possono essere conseguenza di aria nello stomaco, che il bambino
non riesce a espellere.
La cosa migliore da fare è coccolare e cullare il bambino, tenendolo
a pancia in giù; oppure massaggiandolo con le tecniche dell'infant
massage.
Si effettua fra la 35a e la 40a settimana di gravidanza.
Si tratta di un dato ematologico che consente di valutare la capacita' della
paziente di metabolizzare normalmente alcune sostanze utilizzate in anestesiologia;
dato che la possibilita' di dover ricorrere ad anestesia è sempre
possibile al momento del parto, diventa importante sapere che tipo di farmaci
utilizzare. Naturalmente questi schemi devono sempre tenere conto della
discrezionalita' del ginecologo curante che ha la responsabilita' del benessere
di gestante e nascituro; pertanto benvenga un esame in piu' se puo' servire
a tranquillizzare medico e paziente sulla normale evoluzione della gravidanza.
Prove di coagulazione; in genere la coagulazione del sangue migliora spontaneamente
con l'avvicinarsi del momento del parto; peraltro, dato che i problemi emorragici
conseguenti al parto rappresentano le patologie piu' gravi in ostetricia,
verificare la normalita' dei tempi di coagulazione diventa un dato assai
importante.
Le contrazioni uterine durante la gravidanza sono spasmi dell'utero che
si manifestano in genere negli ultimi due mesi di gravidanza. Generalmente
compaiono in momenti in cui si è più stanche, magari al
termine di una giornata molto movimentata. Sono diverse dalle contrazioni
che preparano al parto, perché non sono molto dolorose e sono simili
ai crampi mestruali.
E' una intolleranza permanente al glutine, proteina contenuta nelle farine
di cereali (grano, orzo, segale, vena). Chi soffre di questa intolleranza
ha un non corretto funzionamento dei villi intestinali (piccole estroflessioni
del tratto intestinale che facilitano l'assimilazione degli elementi nutritivi.
La celiachia spesso si manifesta durante lo svezzamento, quando si introducono
gli alimenti che contengono il glutine. I sintomi possono essere molteplici
e vari: disturbi del sistema nervoso, malattie del fegato, erosioni dello
smalto dentale, ansia e depressione, anemia, osteoporosi, disturbi che coinvolgono
l'intestino.
COSA SUCCEDE AL NEONATO APPENA E' VENUTO AL MONDO?
Nelle prime ore dopo la nascita, se il parto è andato bene e il bambino
è sano, vengono effettuate alcune operazioni per preparare il bambino
alla vita extrauterina e per controllare le sue condizioni generali di salute:
Viene tagliato il cordone ombelicale, entro pochissimi minuti dalla nascita
viene reciso quel fonfamentale canale di comunicazione fra mamma e bambino
che portava al feto il nutrimento.
Il neonato viene poi appoggiato sull'addome della mamma, perche' possa percepire
subito il calore del corpo e del legame che li ha uniti per i nove mesi.
Questa operazione è molto importante perche' infonde serenita' nel
neonato e favorisce l'attaccamento al seno.
Dopo qualche minuto il bimbo viene lavato e gli viene messo al polso un
braccialetto di riconoscimento.
Dopo il bagnetto, il bimbo viene lasciato ancora con la madre per un po'.
L'indice di Apgar: è la misura di valutazione dello stato di salute
del neonato, che viene effettuata al primo e al quinto minuto di vita, e
che assegna un punteggio sulla base di cinque parametri: il battito cardiaco,
il repiro, il colore della pelle, il tono muscolare, i riflessi. Per ogni
voce viene assegnato un punteggio da 0 a 2. Per un neonato nato a termine
(dopo la 38° settimana) è normale un punteggio da 7 in su'.
Dopo il bagnetto il bimbo viene anche misurato: vengono presi in considerazione
il peso (in media tra 2,5 e 4 Kg), la lunghezza (in media tra 47 e 52 cm)
e la circonferenza cranica (tra 32 e 36 cm).
Successivamente viene portato al nido e qui gli viene medicato il moncone
del cordone ombelicale.
Inoltre vengono messe alcune gocce di antibiotico negli occhi del neonato,
per prevenire un infezione della congiuntiva, che puo' essere portata da
un germe presente nelle vie genitali femminili e viene somministrata al
bambino anche una piccola quantità di vitamina K, per prevenire problemi
di coagulazione.
Viene effettuato inoltre un piccolo prelievo di sangue da tallone, per verifiricare
che il neonato non sia affetto da qualche malattia congenita.
Durante i primi due o tre gioni è normale che il bimbo perda peso,
infatti il calo ponderale è fisilogico.
Quando il bambino ha la febbre molto alta (intorno ai 40°C) e la temperatura
si è innalzata bruscamente, puo' capitare che compaiano delle convulsioni.
I sintomi sono:
il bimbo si irrigidisce, si muove a scatti e perde i sensi per qualche istante;
può avere gli occhi sbarrati o ruotati all'indietro.
La crisi può durare alcuni minuti.
Cosa fare:
Innanzi tutto è bene MANTENERE LA CALMA, perche' agitandosi si
puo' peggiorare la situazione;
SDRAIARE IL BIMBO SU UN FIANCO, in modo tale che possa uscire dalla
bocca un eventuale rigurgito;
RINFRESCARE IL BIMBO, passandogli una spugna, imbevuta di acqua tiepida
e strizzata, sul corpo e
ABBASSARE LA TEMPERATURA mettendogli la borsa del ghiaccio sulla fronte;
La definizione più appropriata di questo disturbo è "aumentata
intolleranza agli zuccheri"; si manifesta solo in gravidanza e porta l'organismo
a non assimilare bene gli zuccheri, che si accumulano così nelle
urine e nel sangue. Di solito il problema scompare dopo il parto.
I dentini decidui (da latte) sono 20: 4 incisivi, 2 canini e 4 molari
per arcata dentaria. Si formano già nel feto, nei primi mesi di
gravidanza, quindi alla nascita sono già tutti presenti, sotto
le gengive. Iniziano a spuntare, di solito tra i sei e gli otto mesi,
gli incisivi centrali inferiori, seguiti da quelli superiori, entro l'anno
di vita. Verso l'anno e mezzo spuntano gli incisivi laterali e, verso
i due anni, i canini. Per ultimi, i molari.
Ogni bambino ha comunque ritmi personali anche nella dentizione, dovuti
a caratteristiche costituzionali.Tra un dentini e l'altro, spesso c'è
un piccolo spazio: ciò ha la funzione di impedire ai denti permanenti
di crescere accavallandosi.Come ci si accorge che un dentino sta spuntando:
- aumenta la salivazione e il bambino sente il bisogno di morsicare
- le gengive cambiano aspetto: la gengiva inferiore diventa più
piatta, quella superiore più arrotondata
- può apparire un rigonfiamento arrossato della gengiva in prossimità
del dentino che sta spingendo
- il bambino può apparire irritabile e avere meno appetito, per
via del dolore provocato dalle gengive.
E' una condizione emotiva che coglie le donne (circa il 70%) nei giorni
successivi al parto. Le neo mamme possono, cioè, sentirsi disorientate,
tristi e sopraffatte da ondate di malinconia.
Sebbene l'evento della nascita sia meraviglioso, molti fattori concorrono
a rendere la neomamma particolarmente fragile dal punto di vista emotivo:
l'arrivo di un figlio costituisce un passaggio particolarmente impegnativo
nella vita di una donna (anche del suo partner!)
la debolezza fisica dovuta agli sforzi del travaglio e del parto
la tensione emotiva che ha sorretto la partoriente per tutto il travaglio
crolla improvvisamente
le variazioni ormonali che avvengono dopo il parto
il delicato equilibrio fisico che si era instaurato tra madre e bambino
nell'utero, dopo il parto muta notevolmente: deve crearsi ora un rapporto
tra due individui ben distinti, la madre con suo bambino "reale".
Nella maggioranza delle donne questa condizione emotiva si risolve nelle
settimane successive. Per alcune si protrae anche alcuni mesi.
E' un difetto dell'articolazione dell'anca, per cui la testa del femore
non risulta ben saldamente fissata nella cavità del bacino.
Può dipendere dalla posizione che il bambino assumeva nell'utero
(in particolare nei bambini che nascono con parto podalico), oppure dalla
predisposizione familiare.
La diagnosi oggi viene fatta precocemente, già al momento della
nascita, con i controlli che vengono effettuati sul bambino e nei primi
mesi di vita, mediante l'ecografia delle anche.
Come soluzioni per correggere questo difetto viene usato un divaricatore
(morbido oppure rigido) che aiuta le anche a restare aperte, consentendo
comunque ampi movimenti alle gambe. Va tenuto 24 ore al giono per un tempo
variabile da uno a piu' mesi. Il difetto si risolve completamente nella
quasi totalità dei casi.
Sono esami che vengono effettuati mediante il prelievo di sangue della
gestante, in cui viene misurata la concentrazione di alcune sostaze prodotte
dalla placenta e dal feto.
Il duo-test viene eseguito tra l'undicesima e la quattordicesima settimana
di gravidanza, mentre il tri-test alla sediceima settimana. Non comportano
rischi nè perla futuramamma, nè per il bebè. L'esito
dell'esame fornisce indicazioni circa l'opportunità di approfondire,
o meno, le indagini su possibili anomalie cromosomiche del feto.
Sono piccole dilatazioni delle vene dell'ano, che diventano meno toniche.
Le cause in gravidanza possono essere: i cambiamenti ormonali, la pressione
dell'utero contro i vasi sanguigni nella zona pelvica (che causa un rallentamento
del ritorno del sangue venoso al cuore), la stitichezza, perché lo
sforzo durante l'evacuazione peggiora la condizione delle vene dell'ano.
Dott. L. VENTURELLI, Dott. G. CASO, Dott. B. MARENGONI (a cura di), La
grande enciclopedia del bambino, SFERA Editore, Milano 2000.
A.M.CALERA, Atlante di puricultura, GIUNTI MARZOCCO,Firenze 1970.
A.J.VANDER, J.H.SHERMAN, D.S.LUCIANO, Fisiologia dell'uomo, Il Pensiero
Scientifico Editore, Roma 1980.
Quando non c'è tempo di aspettare 9 mesi...La crescita pricomotoria
del bambino nato pretermine: "appunti di viaggio" per i genitori,
Azienda Sanitaria Ospedaliera O.I.R.M. - S. ANNA di Torino, maggio 2000.