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NOI 2: LA COPPIA

IL MATRIMONIO: DIRITTI E DOVERI DEI CONIUGI

Nell'attuale Diritto di famiglia sono state eliminate tutte le disparità fra marito e moglie: è prevista un'assoluta parità di diritti e viene imposta una parità di doveri altrettanto assoluta. Per entrambi i coniugi i doveri del matrimonio sono quelli della fedeltà, dell'assistenza morale e materiale, della collaborazione e della coabitazione (art. 143 Cod. Civ.).

Unico residuo della 'supremazia' del marito è il potere del padre di prendere le decisioni urgenti in caso di grave pericolo per il figlio.

Il dovere di fedeltà impone ai coniugi sia di astenersi dall'avere rapporti sessuali con terzi sia di avere figli con una persona diversa dal consorte legittimo.

Per collaborazione si intende sia quella quotidiana al normale andamento familiare (cooperazione di entrambi i coniugi al lavoro in generale e a quello domestico in particolare), sia la partecipazione sul piano finanziario al mantenimento dei figli: la moglie come il marito è tenuta, in proporzione alle sue sostanze e alle sue capacità di lavoro, a contribuire ai bisogni della famiglia (contributo che può anche consistere nella prestazione di lavoro domestico, economicamente rilevante come qualsiasi altro tipo di lavoro).

L'obbligo di assistenza morale e materiale non è solo quello che prevede di prendersi cura del proprio coniuge in caso malattia o infermità, nè soltanto di contribuire al mantenimento del partner, ma si concretizza principalmente nel dovere di rispettare la personalità e le esigenze del proprio compagno.

Obbligo di coabitazione

I coniugi devono avere una residenza comune, fissata concordemente "secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia".

L'abbandono ingiustificato della residenza familiare sospende il diritto all'assistenza; l'abbandono non è ingiustificato, ma 'legittimo' se ci sono comportamenti del coniuge ingiusti o circostanze oggettive tali che rendano intollerabile la coabitazione.

Mentre la residenza familiare deve essere scelta di comune accordo da marito e moglie, ciascuno dei coniugi stabilisce o conserva il 'proprio' domicilio - che è la sede principale degli affari e interessi di una persona - senza che nessuno possa interferire in questa scelta.

Oltre alla residenza, ogni altra decisione relativa alla vita familiare e ai problemi della famiglia deve essere presa dai coniugi di comune accordo, cosa che non intacca minimamente la libertà di ciascuno di fare le scelte che reputa più opportune per quel che riguarda i suoi problemi personali, religiosi, politici, etici eccetera.

NB:la domanda di separazione personale o di annullamento del matrimonio è sempre considerata una giusta causa di allontanamento dalla residenza familiare.


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