Avvistamento pesci...ma senza danni!

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Siamo arrivati e non mi annoio!
Scritto da Vera Moretti  -  Giovedì 31 Marzo 2011 13:48

rivaSe vi trovate in un posto di mare particolarmente pescoso, sicuramente i bambini saranno incuriositi da quegli esserini guizzanti che sentono fluttuare tra le gambe, ma, appena cercano di afferrarli, sfuggono e spariscono.

Per i miei figli, è sempre stato frustrante, perché la loro voglia di osservarli da vicino, nel loro habitat naturale, non veniva mai esaudita.
D’altro canto, però, essendo molto piccoli, se venissero afferrati da una presa troppo forte, i pesciolini morirebbero, e quindi, addio osservazione!

L’anno scorso sono riuscita ad escogitare un metodo per permettere ai bambini un contatto con i pesci, ma senza che questi venissero sacrificati. In realtà, si tratta di un metodo “copiato” da alcuni bambini che giocavano vicino a noi, e che abbiamo subito adottato.

Occorre una bottiglia di plastica alla quale è stato tagliato il collo. Nella bottiglia si mettono alcuni sassi e piccole esche (vermetti, insetti…) e si chiude con il collo della bottiglia posizionato al contrario, in modo da fungere da imbuto, dopodiché la si immerge in acqua, dove non è molto profonda e al riparo da eventuali onde. Il collo della bottiglia serve a non far uscire i sassi e le esche.
Dopo qualche tempo, alcuni pesci, incuriositi, si avvicineranno alla bottiglia e ci entreranno, attirati dal “cibo” e in quel momento, con un movimento deciso ma delicato, si solleva la bottiglia per osservare quell’acquario improvvisato.

La gioia per esserci riusciti è stata incontenibile e dopo qualche minuto di osservazione abbiamo liberato i pesci e conservato la bottiglia per altri esperimenti.
Non erano sempre gli stessi, infatti, i pesci che si avvicinavano, perciò abbiamo avuto la possibilità di capire quante specie erano presenti in quel tratto di mare.

E non si trattava di una spiaggia caraibica, ma del litorale italiano!