Arrivare alla meta a bordo di una nave

| Stampa |
Come Viaggiamo?
Scritto da Vera Moretti  -  Venerdì 25 Marzo 2011 14:06

traghettoA volte la lunghezza del viaggio inibisce e si scarta a priori quella che potrebbe essere la meta perfetta proprio a causa dei troppi chilometri da affrontare.

Quando si viaggia con i bambini questa preoccupazione assale noi genitori, se poi uno di loro soffre il mal d’auto, ogni partenza si trasforma in un incubo!

Avevamo già affrontato questo problema in un altro articolo ( “Il mal d’auto dei bambini ”) perciò sapete a cosa ci riferiamo, ma una soluzione può essere anche potare per un mezzo di trasporto diverso dalla macchina.

Nella mia esperienza di mamma che ama le vacanze al mare, quando però posso immergermi in acque cristalline, ho spesso fatto rotta su una delle tante isole che, da nord a sud, possiamo trovare in Italia. In questo modo, infatti, potevo alleviare la sofferenza dei bambini accorciando il tempo trascorso in auto a beneficio di una nave.

I vantaggi, in questo caso, sono molteplici : nel momento in cui si sale sulla nave, sembra che la vacanza cominci subito, perché anche chi di solito guida può riposare e godere del panorama e del mare tutt’intorno. Su noi cittadini la sola visione di una costa o di una spiaggia ha un fascino irresistibile, ci rende euforici e felici, perciò saliamo a bordo entusiasti e desiderosi di partire.
Poiché si tratta di un mezzo di trasporto non comune, certo non come la macchina, i bambini affrontano la traversata con gioia e visitare la nave da cima a fondo (nei luoghi consentiti, ovviamente) assomiglia molto ad un’avventura.

Tante sono le scoperte : la vista dagli oblò, la sensazione di dominare il paesaggio circostante dal ponte più alto, le onde del mare che si infrangono sullo scafo e, con un po’ di fortuna, l’incontro con i delfini che, con i loro salti fuori dall’acqua, sembrano salutare il nostro passaggio.

Se le ore di navigazione sono tante, sono abituata a dare ai miei figli uno zainetto con uno spuntino o pranzo, a seconda dell’orario, che loro stessi gestiscono. In questo modo, si sentono grandi, padroni della situazione e anche mangiare sulla nave diventa un’ esperienza divertente ed indimenticabile.
In caso di caldo, o freddo, io poi preparo per ognuno un cambio, completo di una felpa nel caso in cui si rimanga nelle sale interne, dove l’aria condizionata è altissima, e di una bandana e occhialini qualora si decida di rimanere fuori, dove a farla da padrone è il vento.
Certo, non si viaggia leggeri, ma trovo che questa sia l’unica soluzione per affrontare il viaggio in comodità e a proprio agio, sfruttando tutto ciò che di buono può offrire.

Spesso, sulle navi che portano nelle isole, ci sono sale giochi e sala cinema, che permettono di combattere i tempi morti che, dopo qualche ora, si fanno sentire. Guardare un cartone animato o giocare con altri bambini, permette di ingannare l’attesa e di avvicinarsi alla meta senza accorgersene. E se, tra un gioco e l’altro, socializzano con qualche viaggiatore, meglio ancora!

Se però la traversata prevede di rimanere a bordo nelle ore notturne, conviene prenotare una cabina, perché dormire su poltrone o divanetti è scomodo e, nel caso dei divani, anche vietato. Per i bambini è un ulteriore motivo di contentezza, per voi la possibilità di rilassarsi in vista dell’arrivo. Parola di chi l’ha provato!

Insomma, i motivi per affrontare un viaggio in nave ci sono e permettono di unire l’utile al dilettevole, perciò, che dire di più? Buon viaggio e buona vacanza!